top of page
whatsapp logo.png
COVER%20front%201%20copia%20copy.jpg

Mike Faraone

Storia di un cambiamento

Dal JKD al Silat, cronaca di un ritorno a casa.​

Intervista a Mike Faraone

 

Molte persone mi chiedono con insistenza come, dopo anni passati a criticare ogni tipo di forma e tradizione, possa aver cambiato il mio modo di essere e praticare così profondamente, diventando un accanito sostenitore della tradizione e delle pratiche “old style”…

Ho speso anni a cercare una dimensione che fosse davvero mia, il “mio posto”, la “mia casa” marzialmente parlando, e più volte ho creduto di averla trovata. quando negli anni 90 mi votai definitivamente al JKD / Kali studiando con Paul Vunak. 

pfs.png

Negli anni 90 mi votai definitivamente al JKD / Kali studiando con Paul Vunak (allievo prediletto di Dan Inosanto ed istruttore di Navy Seal Team 6 e decine di agenzie Federali e Governative USA.

Fu amore a prima vista.

Il Sistema mi conquistò  completamente e mi  sembrò di aver trovato quello che avevo sempre sognato.

In pochi anni divenni Senior Instructor e Capo Istruttore del continente Europeo, aprendo in breve tempo decine di sedi di pratica in tutta Europa ed introducendo al sistema migliaia di persone.

Ma, nel profondo del mio cuore, non era ancora sinfonia, all’accordo mancava qualcosa per essere perfetto.

Fu così che all’inizio del 2000, nonostante avessi una Scuola ormai radicata in tutta Europa, celebrai il mio distacco dal mondo del JKD.

JKD.png

Ricominciai a cercare, volgendo lo sguardo verso l’origine di quello che avevo praticato sino a quel momento (il JKD derivato dalla Scuola Inosantiana, da cui Vunak proveniva, mostrava profonde “contaminazioni” – nel senso positivo del termine – dalle Arti del Combattimento del sud-est asiatico).​

La direzione non fu però quella del Kali, come facilmente si potrebbe pensare, bensì del Silat (che molti famosissimi Maestri nelle filippine e negli USA consideravano l’Arte Madre), che anni addietro avevo avuto modo di praticare, ma che, complice la mia giovine età (tecnica e soprattutto anagrafica) forse non avevo saputo capire.

b.jpg
PDT SERAK PNG.png

Ebbi il privilegio di essere ammesso nella Famiglia di pratica di uno dei Sistemi più rispettati e riservati del Mondo del Silat: il Clan familiare del Pukulan Serak.

Incontrai diversi esponenti e praticanti anziani di questa incredibile Arte, sino ad avere l'onore di essere accettato dal CapoScuola e Protettore dell'Arte Pendekar Paul de Thouars come suo ultimo discepolo.

E qui, al Suo cospetto, accadde qualcosa che oserei dire magico.​

Ogni tecnica che avevo studiato in precedenza ritrovava una dimensione ancora più potente, nuova e familiare al tempo stesso, rispondendo in un attimo a tutte le domande che anni di JKD avevano lasciato tanto da farmi provare la sensazione di praticare da sempre Silat.

Un’Arte antica e raffinata si dipanava davanti ai miei occhi, semplice in apparenza, ma di una profondità e vastità tale dal far girare la testa e togliere il respiro.

Scoprii un mondo celato nell’ombra, lontano dal rumore e dalla confusione del “modernismo marziale”, in cui la ricerca della tecnica più letale si sposa con la pratica salutistica e lo studio dei lati esoterici e mistici dell'Arte.

Imparai a “perdermi” nella pratica invece di cercare di dominarla, ed incontrai Maestri finalmente degni di questo nome, che mi mostrarono come aprirmi alla vera forza, quella del cuore. Mi sembrò di aver trascorso così tanto tempo lontano…

 

Oggi, seguo la tecnica dei Guru e mi arrendo all’amore infinito dello Sheik lungo la Via dei Mistici.

Come nei tempi antichi l’Arte si svela come “Via” mistica di contatto con il Divino e non solo una pratica combattiva, riportando il mio cuore al ricordo dell'Uno, rendendomi più forte ed in salute ogni giorno, felice ed in equilibrio con la pratica come con la vita.

Amo riamato una donna meravigliosa. I miei Murid sono felici.

Cerco l’efficacia più assoluta, salute e longevità del corpo e della mente, conoscenza, consapevolezza e pace.

Sono tornato a casa, finalmente. 

E sto bene.

bottom of page